
Un invito al sindaco di Ortona, Nicola Fratino, a venire in Val d'Agri, a Viggiano, per rendersi conto di persona di “quali disastri ambientali e quali problemi alle categorie produttive” ha prodotto il Centro Oli Agip-Eni è stato rivolto dal presidente del Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) Filippo Massaro. “Comprendo le preoccupazioni del sindaco per la paura di perdere posti di lavoro, ma – dice Massaro – è il caso che il primo cittadino valuti gli effetti negativi dell'attività dell'Eni che in cambio di una manciata di posti (in Val d'agri in verità sono poche centinaia), provoca danni che inibiscono la possibilità di realizzare un numero certamente maggiore di nuovi occupati più stabili. E' proprio il caso di dire che Ortona non perde proprio nulla, anzi ci guadagna. Vorremo noi, comunità della Val d'Agri, essere al posto della comunità abbruzzese per puntare sull'agricoltura biologica e di qualità, sull'agriturismo e sulle piccole aziende di trasformazione dei prodotti tipici locali invece di “difenderci” dall'inquinamento che riguarda il territorio (aria, suolo e risorse idriche) e la salute dei cittadini. Tra l'altro la “minaccia” Eni di abbandonare Ortona per Viggiano – dice il presidente del Csail – ha tutto il sapore di una minaccia per alzare il prezzo di richieste di sfruttamento del territorio perchè il Centro Olii Agip di Viggiano lavora già al massimo delle sue potenzialità.
Secondo Massaro, inoltre, “persino nella Repubblica del Ciad la situazione relativa ai benefici dello sfruttamento del petrolio è migliore: a cinque anni di distanza dall'avvio della produzione di petrolio dal giacimento di Doba nel Sud della Repubblica del Ciad, il reddito procapite del Paese Africano tra il 2004 e il 2006 è aumentato dell’80%. Sono dati – riferisce Massaro - di fonte Esso Exploration and Production Chad Inc., una consociata di ExxonMobil, che ha rivelato i benefici derivati dal progetto a favore del Paese in occasione della conferenza internazionale della Repubblica del Ciad dedicata ai settori petrolifero, minerario ed energetico. La lezione che viene dal Ciad suona alle nostre orecchie come l’ennesimo fallimento della gestione del petrolio della Val d’Agri. Persino il Governo del Ciad – aggiunge Massaro - dimostra di essere più avanti della Regione Basilicata attraverso il progetto per una nuova legge finalizzata alla redistribuzione dei ricavi del petrolio”.
thanks to Viler

4 commenti:
VERGOGNA AL SINDACO FRATINO,
SCHIAVO DELL'ENI E DEL DENARO,
X SEMPRE VERGOGNA!!!
Ormai anche il governo nazionale dichiara l'Abruzzo "regione mineraria" e sembra che voglia sbloccare tutti gli impedimenti locali volti ad impedire la realizzazione del centro oli. A questo punto credo si debba fare pressione paradossalmente sull'ENI stessa e spingerla ad "abbandonare" il progetto. Una grande manifestazione di 10.000 persone proprio sotto casa dell'ENI, ossia nella zona industriale di Ortona, per far toccare con mano, a chi deve, l'ostilità del popolo abruzzese verso uno sviluppo industriale di questa tipologia e far capire che non si può fare business in un contesto ostile.
chissà...sono convinto che il popolo può tutto...se è determinato e ben informato..
abruzzo no triv, anche io penso cosi, ma un popolo numeroso compatto e come dici tu, informato - ciao mr
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