Ecco una nuova iniziativa anti-Centro Oli da parte di Bruno Evangelista, un No della prima ora, che fa pressione su Chiodi per chiudere la partita sull'impianto. Grazie Bruno.
Calma. Il messaggio che vogliamo invitare in questo momento di tensione. Diamo modo al neo eletto Presidente Chiodi di agire, pronti ad applaudirlo in caso di esito positivo e a contestarlo in caso contrario, ma non certo per ragioni politiche, sempre per coerenza e per il nostro obiettivo, come nel nostro stile. Avanti!
Aggiornamenti
18 dicembre 2008 In riferimento al provvedimento assunto in data odierna dal consiglio dei ministri relativo alla legge regionale in materia di tutela della costa teatina, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ribadisce il “no” al Centro Oli del nuovo Governo regionale, e sottolinea che “l’intervento del Consiglio dei ministri è stato reso indispensabile dalle insanabili illegittimità portate dalla Legge regionale.” “In particolare”, spiega Gianni Chiodi, “al momento dell’approvazione della legge, il consiglio regionale – a seguito delle note vicende giudiziarie - poteva deliberare esclusivamente provvedimenti urgenti ed indifferibili. Inoltre la Legge regionale presentava ulteriori gravi illegittimità tecniche che rendevano inevitabile la censura del Governo”. Ad ogni buon conto Il Presidente Chiodi ha già concordato con il Ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto, che una volta insediato il nuovo consiglio regionale nella pienezza delle sue funzioni, sarà approvata una nuova legge regionale che riprenda le finalità di tutela della costa teatina, ma che sia scevra dalle gravi illegittimità oggi inevitabilmente censurate. Il Ministro Raffaele Fitto si è già impegnato con il Presidente Chiodi ad assicurare la condivisione del Governo.
Intanto diamo un in bocca al lupo al neoeletto Presidente della Regione Chiodi, convinti che manterrà l'impegno preso per fermare la petrolizzazione dell'Abruzzo. Un pensiero anche agli sconfitti, che si sono impegnati alla stessa maniera per sostenere la nostra causa.
Da un sondaggio effettuato in questi giorni emerge che solo il 10% degli abruzzesi è favorevole al Centro Oli...insomma...serve altro? C'è democrazia oppure è normale che un privato venga in casa nostra e ci imponga scelte che non vogliamo accettare?
Cosa ne pensi della proposta di instituire ad Ortona un centro per la ricerca sulle energie rinnovabili al posto del centro direzionale che l'Eni sta dismettendo?