
Siamo venuti a conoscenza, come ben saprete, di cosa si celava alle spalle dei soliti onesti cittadini, che costretti ad anni di battaglie, consideravano chiusa la partita per la petrolizzazione dell'Abruzzo. Non era sufficiente il parere dei cittadini abruzzesi, che a migliaia avevano protestato contro tali insediamenti .
Non era bastato il no dei più grandi economisti italiani, Marcello De Cecco, che aveva bocciato la proposta di far diventare la Regione Verde d'Europa un campo petrolifero come una follia.
Ora scopriamo che tal Prof. Raione, organizza a Chieti in data 18 Febbraio 2011 una tavola rotonda per riaprire il discorso petrolio in Abruzzo.
A questo ennesimo sopruso diciamo fermamente Basta!
Il tempo delle discussioni è terminato, l'Abruzzo e la sua gente hanno detto no grazie!
E' ora che anche questi signori metabolizzino la sconfitta e la smettano di tormentare le vite di decine di migliaia di abruzzesi, una regione, che negli ultimi anni, ha già pagato un conto salato al destino.
Ancora una volta, non abbasseremo la guardia, e siamo pronti a scendere in piazza come sempre, per gridare forte il nostro dissenso, forti delle nostre ragioni.
Una riflessione mi spinge a dire che in tempo di crisi, sarebbe bene che anche le nostre Università usassero i soldi pubblici per fini più utili alla collettività.
Conosciamo i risultati empirici di un Centro Oli, cari signori, perchè in Val D'Agri ci siamo stati di persona. Ancora una volta grazie a MR. D'Orsogna e a tutti gli altri studiosi che hanno abbracciato la nostra, senza fini di lucro.
Un invito anche al governatore Chiodi, in quanto, dato che un uomo (in questo caso un politico), si misura dal valore della sua parola.....il suo NO lo ricordiamo bene....a buon intenditor poche parole....
Ad maiora

20 commenti:
-"un Abruzzo" senza apostrofo
-"Mrs" D'Orsogna
il resto condivisibile.
Si ma io sto perdendo il posto di lavoro e come la mettiamo? Chi mi pagherà quando la mia azienda chiuderà?
Conosciamo il momento critico che sta vivendo l'economia mondiale, non solo nel settore petrolifero, tuttavia non sarà certo un'opera del genere che salverà i posti di lavoro, al massimo martorierà la nostra terra.
I posti di lavoro si creano con le idee vincenti, investire sul passato, il petrolio, non lo è.
Basta ascoltare un Tg per sentire ogni giorno i governi di mezzo mondo studiare strategie per uscire dal petrolio, quale fine credete che faranno nei prossimi anni i lavoratori del settore con il progressivo abbandono di questo combustibile?
Anche una sola riduzione del 30% sapete a cosa porterà?
Non tappiamoci occhi naso e orecchie per restare aggrappati a facili promesse di persone senza scrupoli.
Questo blog non è mosso da fanatismo ambientalista ma da lucida razionalità.
Nel costo economico poi vanno calcolate le migliaia di persone che lavorano nell'agroalimentare (la pasta De Cecco e i vini abruzzesi sono l'unica cosa che si conosce della nostra regione non appena si varca il confine...) e nel settore turistico?
ps: MR non voleva essere abbreviativo di Mister da le iniziali Maria Rita..:D
però "un'Abruzzo" non si scrive. Correggere...
Grazie del consiglio..provvederò, anche se preferirei restare in argomento petrolio...
Capisco che l'agroalimentare debba essere salvaguardato, ma i posti di lavoro anche. Ci sono migliaia di famiglie in Abruzzo che vivono di attività collegate al petrolio e non lo si può dimenticare. Soprattutto in questo periodo di crisi dove se perdo il lavoro a 40 anni non so proprio cosa potrò fare dopo e come potrò dare da magiare ai miei figli. Forse bisognerebbe essere più morbidi nei giudizi e considerare tutte le parti in causa.
Hai perfettamente ragione, ti capisco, la nostra battaglia non nasce in contrapposizione alle persone che lavorano nel settore petrolifero, tuttavia il numero delle persone che lavorano nel settore vitivinicolo e turistico è nettamente maggiore. Gli impianti petroliferi in Abruzzo rappresenterebbero una percentuale irrisoria della produzione nazionale, in sostanza se vi mandano a casa perchè non si trivella qui è solo per prendere un pretesto.
Senza dimenticare i danni alla salute delle popolazioni che abitano nel raggio di decine di km, l'aumento dei casi di TUMORE è già evidenziato in moltissimi studi, e difronte ad un problema così evidente non si può lasciar passare, ne vedere il proprio territorio devastato standosene a braccia conserte.
Abruzzo No-triv
venerdì scorso sono stato al convegno a Chieti e devo ammettere che sono rimasto stupito!Sono arrivato pronto per dare battaglia ma alla fine mi sono ritrovato ad ascoltare le ragioni di tutti...forse è stato il primo dibattito vero a cui ho partecipato
Giuseppe
Anch'io ho partecipato al comvegno di Chieti. Sono un lavoratore del settore petrolifero. Un rinnegato secondo voi, ma che si sporca le mani tutti i giorni per portare a casa 1000 euro al mese per la propria famiglia. Forse sarebbe il momento di sedersi a discutere come far convivere petrolio e turismo. Magari litigare ma disutere senza essere su posizioni pregiudizialmente diverse. perchè tutti dobbiamo mangiare.
petrolio e turismo non possono convivere. Non c'e' da sedersi a nessun tavolo di trattativa.
TU non puoi mangiare danneggiando il mio teritorio,ma vatti a trovare un lavoro nesto, mercenario al soldo di delinquenti come Scaroni.
Mi piacerebbe sapere che lavoro fa geronimo, visto che dall'alto della sua saggezza non sa che insulatare chi fa comunque un lavoro onesto senza rubare e cerca di portare a casa soldi (anche pochi) per la sua famiglia. Forse è molto facile predicare con la pancia piena!!!
Io sto parlando solo di discutere del futuro, ma se i commenti sono questi povera la nostra regione.
Purtroppo le problematiche ci sono, il disimpegno delle compagnie petrolifere in regione non dipende da Centro Oli ecc., LA VERITA' è CHE I LAVORATORI IN ESUBERO VENGONO MANDATI A CASA PER STRATEGIE AZIENDALI DELLE VARIE COMPAGNIE, PRENDENDO COME SPUNTO IL DISCORSO TRIVELLAZIONE IN ABRUZZO, CHE IN REALTA' RAPPRESENTA LO 0,00001% DELLA PRODUZIONE DELLE STESSE! Non si può far finta di nulla e dire che petrolio turismo ed industria enogastronomica possano convivere..questo significa mentire.
L'amara verità è che la nostra Regione dovrebbe aiutare i lavoratori del settore petrolifero a riqualificarsi per trovare un nuovo futuro in altri settori energetici ad esempio.
Presumibilmente, dato il piano energetico portato avanti da molti Stati, tra una decina d'anni ci saranno molti esuberi nel settore petrolifero, perchè chiudere gli occhi e non iniziare a pianificare il futuro oggi?
A BREVE ILLUSTREREMO ALCUNI RUMORS RELATIVI ALL'UTILIZZO DI AGENZIE DI COMUNICAZIONE PER AMMORBIDIRE L'OPINIONE PUBLICA ABRUZZESE...
Se le aziende del settore petrolifero o dell'indotto vi metto in CIG o vi lincenziano è solo per prendere la cosidetta palla al balzo.
Per il settore petrolifero si sono aperte nuove frontiere(vedi est europa o centro Africa) in paesi meno evoluti dal punto di vista del diritto e della tutela ambientale. Questo è risaputo.
Se licenziano operai italiani è per assumere manodopera cinese o maghrebbina con costi e tutele 5 volte inferiori.
Morale della favola, se resterete senza lavoro la colpa è delle vostre aziende che sfruttano oltre al territorio anche le risorse umane nel modo piu' cinico e bieco possibile.
Chi si oppone alle trivellazioni lo fa nel bene di tutto l'abruzzo e di tutti gli abruzzesi.
Marco
Ciao mi chiamo Renzo, abito in Ardeché francia e ieri sabato 26 abiamo fatto una manifestazione contro le trivellazioni e l'estrazione del gas di schisti. C'erano 15.000 persone e la mobilitazione é cominciata solo due settimane fa.
Tenete duro, a volte dietro le trivellazioni per il petrolio si nasconde la ricerca del shale ( gas di schisti ) e per estrarlo si usa il FRACKING, un metodo che distrugge le falde acquifere oltre che ad iniettare nel sottosuolo prodotti chimici. Le ditte di estrazione dicono che recuperano i liquidi ma in realtà solo il 50% é recuperabile ( quando non convenga lasciarlo la sotto piuttosto che sperdere soldi per il reciclaggio di materie chimiche. Auguri Renzo
Grazie Renzo, la tua testimonianza è graditissima...
Anche qui ci sono state in passato manifestazioni con migliaia di persone, ciò che ci preoccupa è il malaffare, che purtroppo in Italia condiziona molte decisioni...
Addirittura si parla di agenzie di comunicazione assoldate per "ammorbidire" l'opinione pubblica, fortemente contraria.
Invito comunque tutti i presenti ad evitare commenti offensivi.
Per tornare a Renzo comunque, la Francia rappresenta, ahimè, un baluardo ancora lontano per la difesa del territorio. Speriamo in un futuro prossimo, attraverso scelte oculate, di riuscire a raggiungervi, dato che l'Abruzzo, ha risorse tali per emergere a livello italiano, se non europeo.
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